EDE su slackware

Di EDE ne avevamo gia parlato brevemente, è un desktop environment completo (come xfce o lxde per capirci) ma leggero quasi come un window manager (icewm o openbox, per esempio). E’ un progetto maturo ( creato nel 2000 da M. Pekar, ha subito rallentamenti e interruzioni nello sviluppo ma ora è alla versione 2.1) e stabile, con pochi (meglio: nessuno !) fronzoli ma leggero e gradevole all’aspetto.

Ideale per notebook dismessi o netbook di prima generazione (gli eeepc o gli aspire one), necessita di un window manager e di un file manager esterni (io in questo caso uso pekwm e spacefm, ultralight ma divertenti, tuttavia c’è la massima libertà), credo, ad essere sinceri che la versione 2.0 avesse pekwm di base, se non erro, ma iniziato lo sviluppo di pywm (il wm che diverrà ufficiale in futuro) l’associazione è diventata facoltativa.

 

Qua il link agli slackbuilds

Qua il link ai pacchetti per slackware 14.1 o 14.2 (testati entrambi i casi)


Lascio parlare le immagini, su un notebook con 512mb di ram (mezzo giga, già … 🙂 )e un processore da 1.4 Ghz cambia davvero le carte in tavola e riporta la macchina all’usabilità!

Errore di condivisione Samba

Su un computer con Debian 9 Stretch e Xfce come desktop environment mi è capitato un problema nuovo, mai incontrato prima.

Configurato il file smb.conf (/etc/samba/smb.conf) come da guida precedente e cercando di aprire le cartelle di rete come sotto:

incappavo nella finestra di sistema “Impossibile aprire “/ su””.

Come se thunar cercasse di aprire senza permessi la cartella di root…

In realtà dopo aver osannato le divinità conosciute con inni di lode e gaudio (essendo ateo cerco di non fare discriminazioni e mi rivolgo a tutti gli dei moderni e passati, esattamente come quando sbatto il mignolo contro lo stipite della porta di notte) ho scoperto che la causa è la mancanza di un pacchetto, ovvero “gvfs-backends”. Oplà, installato, thunar accede ai files condivisi…

e le divinità possono tornare a banchettare, uccidere mostri di ghiaccio o sconfiggre la povertà come loro solito 🙂 !

Velocizzare Linux

Ancora una volta proviamo ad aggiungere qualche dritta per ottenere un sistema piu veloce nelle risposte e perfomante, a prescindere dalla distribzuine scelta a dal tipo di macchina in uso. Su macchine arcaiche è indispensabile alleggerire l’elaborazione dei calcoli per riuscire anche solo a navigare in maniera decorosa, su quelle piu moderne è comunque utile per utilizzare le nostre risorse dove davvero ne abbiamo bisogno e non in processi nascosti che neanche desideriamo tenere.

il primo passo è la scelta del software: contrariamente a quanto leggo in siti (poco) specializzati, i programmi installati non influenzano la velocità del sistema, possiamo avere tutto il materiale che vogliamo in memoria e almeno che l’hard disk sia troppo pieno, la macchina non subirà rallentamenti.

quindi in caso di dubbio, lasciate anche il gestionale piu pesante. averlo sapendo di poter scegliere al bisogno è una comodità di cui non dobbiamo privarci per forza. scegliere i programmi più indicati per il tipo di macchina però ci aiuta: libreoffice è di sicuro la soluzione migliore per l’ufficio, completa e alla pari con i rivali commerciali, ma se avete meno di 2GB di ram e pretendete di usarlo mentre navigate con firefox e ascoltate musica con vlc (magari con un sacco di finestre di mozilla lasciate in sospensione) allora rischiate di rallentare notevolmente il lavoro…

sapere bene cosa si ha tra le mani e come usarlo è il primo trucco del successo.diciamo che con macchine che hanno 4Gb di ram o più, i prossimi passaggi sono superflui… è difficile ottenere miglioramenti. ma se avete il vecchio netbook con 1gb, o un muletto da settare per lo scaricamento potete raggiungere risultati notevoli.

scegliere l’ambiente (desktop environment o window manager) che fa al caso: xfce o lxde con piu di  1gb di ram, fluxbox o icewm con 512MB (o meno) è il primo passo. Gnome o KDE sono confortevoli, comodi e pratici, oltre che bellissimi nell’aspetto, ma occupano fino ad un gigabyte della vostra memoria già in apertura.

usare software alternativo:

seamonkey per navigare in internet (alternativamente palemoon) o se non avete alcun tipo di velleità opatte per addirittura dillo o links2

la riga di comando con mpg123 vi farà sentire la vostra playlist in sottofondo senza intasare il sistema (da terminale, dopo averlo installato, portatevi nella vostra cartella della musica con il comando cd e poi date mpg123 -Z *.mp3 per randomizzare l’ascolto), mplayer (1 o 2 è indifferente) da riga di comando, senza gui, apre tutti i filmati senza richieste esose: l’importante è il filmato, non la finestra del programma, no?

abiword e gnumeric sono l’accoppiata vincente per i files testuali e i vostri fogli di calcolo, xpdf per l’apertura dei PDF e gpicview o mirage per le vostre foto.

per il controllo e l’installazione dei programmi preferite la riga di comando, per mixare il volume c’è alsamixer da terminale.

è tutto molto piu scomodo, ne son conscio ma la comodità si paga in termini di prestazioni in questo caso.

il terminale è sempre vostro amico, potete fare tutto da terminale, con nmtui o wicd-curses possono collegarvi alla rete wireless ad esempio e potete perfino giocare mentre siete in pausa con pacman4console o ninvaders o bastet

tutto senza spendere energie… e usare la macchina per quello che davvero vi serve!

Qual’è il miglior window manager in circolazione Semplice…

Qual’è il miglior window manager in circolazione? Semplice, quello che ci torna meglio 🙂 … ma non è cosi facile se vogliamo dare una risposta valida per tutti! Credo si debba prendere in considerazione i pro e i contro di ogni singolo elemento e valutarli prima in correlazione con gli altri e poi in base alle nostre necessità: quale è il piu leggero? cerchiamo la leggerezza? quale è il più attraente e completo? vogliamo un desktop con ombre, icone, addons e lapislazzuli?
BlackBox è in assoluto la prima scelta se siamo alla ricerca di velocità e leggerezza, più dei figliocci (openbox, fluxbox, hackedbox) e più di wmaker. Ma di quest’ultimo è più scarno e necessita di manina pesante per diventare “aggraziato” mentre wmaker è utilizzabile sin da subito.
Ecco come appare post-installazione (è nei repo di tutte le distro):

ed ecco invece dopo un po di lavoro…

Certo non è più a costo zero, dai 2/3 mb di ram richiesta si sale a qualcosina di più all’avvio (sempre meno di 10mb) ma tra tutti i *box è quello che preferisco (essendo quello che si limita a dare le finestre, senza aggiungere nulla, ci permette di configurare il desktop come vogliamo).
Per personalizzare l’ambiente dobbiamo creare un file .blackboxrc nella nostra home (mi raccomando il punto basso davanti al nome), come questo:

session.screen0.slit.placement: CenterRight
session.screen0.slit.direction: Vertical
session.screen0.slit.onTop: False
session.screen0.slit.autoHide: False
session.screen0.toolbar.onTop: True
session.screen0.toolbar.autoHide: False
session.screen0.toolbar.placement: TopCenter
session.screen0.toolbar.widthPercent: 95
session.screen0.enableToolbar: True
session.screen0.workspaces: 1
session.screen0.workspaceNames: Trisquel BB,
session.screen0.strftimeFormat: %A %d/%m/%Y %H:%M
session.styleFile: /home/massi/.blackbox/styles/ultrafina
session.windowPlacement: RowSmartPlacement
session.maximumColors: 0
session.toolbarActionsWithMouseWheel: False
session.edgeSnapThreshold: 0
session.shadeWindowWithMouseWheel: False
session.windowSnapThreshold: 0
session.fullMaximization: False
session.focusNewWindows: True
session.imageDither: OrderedDither
session.colPlacementDirection: TopToBottom
session.changeWorkspaceWithMouseWheel: False
session.opaqueMove: True
session.focusModel: ClickToFocus
session.opaqueResize: True
session.placementIgnoresShaded: True
session.menuFile: /home/massi/.blackbox/menu
session.rowPlacementDirection: LeftToRight
session.doubleClickInterval: 250
session.autoRaiseDelay: 400
session.disableBindingsWithScrollLock: False
session.focusLastWindow: True

Cosi possiamoad esempio modificare il menu creando una cartella “.blackbox” (senza virgolette ma col punto basso) nella nostra home e inserire un nuovo file che chiamiamo “menu” (senza virgolette)
Ecco il mio:
[begin] (Debian)
[exec] (Iceweasel) {iceweasel}
[exec] (Icecat) {icecat}
[exec] (Email) {icedove}
[exec] (aMule) {/usr/bin/amule}
[exec] (Transmission) {/usr/bin/transmission-gtk}
[exec] (Terminale) {xterm}
[exec] (File Manager) {pcmanfm}
[exec] (Gimp) {/usr/bin/gimp}
[exec] (Libre Office) {libreoffice}
[exec] (AlsaPlayer) {alsaplayer}
[sep]
[submenu] (Giochi)
[exec] (xmahjongg) {/usr/games/xmahjongg}
[exec] (Solitario) {sol}
[exec] (Xeyes) {xeyes}
[exec] (FreeCell) {sol –freecell}
[exec] (Open Yahtzee) {/usr/games/openyahtzee}
[end]
[sep]
[submenu] (Blackbox)
[config] (Configurazione)
[exec] (Configura menu) {medit /home/massi/.blackbox/menu}
[exec] (Sfondo) {feh –bg-scale /home/massi/1.jpg}
[submenu] (Stili)
[stylesdir] (~/.blackbox/styles)
[sep]
[stylesdir] (/usr/share/blackbox/styles)
[end]
[workspaces] (Aree di Lavoro)
[restart] (Riconfigura)
[end]
[sep]
[exit] (Esci)
[exec] (Riavvia) {/sbin/reboot}
[exec] (Spegni) {/sbin/poweroff}
[end]

Se volete potete copiarlo ricordandovi di modificare le righe col mio nome mettendo il vostro, chiaramante.
Nella stessa cartella (.blackbox) possiamo aggiunere i temi creando una sub-cartella “styles” (sempre senza virgolette) aggiungendo i nostri preferiti tra questi ad esempio:

Blackbox Themes


http://www.wensley.org.uk/blackbox/

Per avviare la dock wbar (la barra con le icone in basso per capirci) dopo averla installata con “sudo apt install wbar wbar-config”, basta ricordarsi di aggiungerla nel file del tema dopo “rootCommand” (cosi: rootCommand: wbar )

Ecco il sito di blackbox:
https://github.com/bbidulock/blackboxwm

Kanotix

Oltre ai Canederli e gli Spatzle i tedeschi quando si impegnano riescono anche in ambito informatico (ahimè! 🙂 ) e l’hacker Jorg “Kano” Schirottke  con il suo lavoro ne è la prova…

1024px-Kanotix-hellfire

Nel 2003 il progetto parte come semplice modifica di Knoppix a cui voleva aggiungere degli scripts di utilità (ad esempio voleva rendere semplice l’installazione su disco rigido), nel 2006 esce la prima versione stabile di Kanotix dopo due “preview” dell’anno precedente.

Il logo e mascotte è un pesce d’acqua profonda (orribile e spaventoso ma innocuo per l’uomo, visto le dimensioni ridottissime, al massimo 16 cm nella versione “gigante”) dal nome inglese di fangtooth (della famiglia delle Anoplogastridae )

800px-Anoplogaster_cornuta_2

 

In realtà il percorso parte in salita visto l’abbandono del team di produzione di Stefan Hollmann poi fondatore di Sidux per discordanti idee su quale versione di Debian mantenere alla base (Stabile per Kano, Sid o Unstable per Hollman).

Ma rimboccatosi le maniche da alla luce “Thorhammer” (Debian 4 Etch) nel 2007, “Excalibur” (Debian 5 Lenny) nel 2010, Hellfire (Debian 6 Squeeze in sviluppo dal 2011 al 2012), Dragonfire nel 2012  ( Debian 7 Wheezy in sviluppo fino al 2014), Spitfire nel 2014 (Debian 9 Stretch), Steelfire nel  2017 (Debian 8 Jessie) e Silverfire nel 2019 (Debian 10 Buster).

L’idea è semplice, Kano vuole portare all’utente medio Debian nella sua completezza ma aggiungendo la semplicità nell’installazione e nella configurazione con tools e scripts preparati ad hoc. La scelta ricade fin dall’inizio sul gestore KDE (kde3 fino al 2010, poi kde4 e Plasma nelle successive uscite) affiancato in un secondo tempo da Lxde per le macchine piu vecchie.

kanotix

Qua il link per scaricare le ultime versioni

kanotix1

e qua per le precedenti

kanotix2

Tra le derivate di Debian è sicuramente una delle prime scelte da tenere nelle pennine USB, completa, veloce ed altamente personalizzabile è un’ottima alternativa a Knoppix

Web Browser per KDE

linux_kde_wallpaper_by_toukanlab-d6u64ku.png-400x225

Quali sono i browsers che possono essere installati nativamente in kde?

A parte firefox (sempre raccomandato, ma proprio per questo ne parlo in fondo) ne segnalo alcuni (in realtà penso sia una lista piuttosto aggiornata e completa, ma tutto ruota intorno all’idea che abbiamo di “browser nativo” quindi lascio spazio ad integrazioni possibili) pratici e veloci.

Sono competitors molto positivi, ma dal mio punto di vista nessuno è completo (alcuni ad esempio arrancano nei siti che chiedono l’abilitazione di javascript, non riescono ad aprire pagine pesanti come i netgames o i siti con alto indice di richiesta di  sicurezza) quindi li indico semplicemente in ordine alfabetico.

Sono tutti da provare e possono essere usati nella vita quotidiana (anche se potreste avere problemi con youtube o gmail ad esempio) e tutti meritano un voto da 7/10 (sette su dieci) ma li consiglio come secondi programmi, senza disinstallare il browser principale.

Arora

molto leggero (il più piccolo tra quelli grafici) si basa sul motore webkit (lo stesso di chrome)

arora

Dooble

Veloce quel tanto che basta per farsi notare, si integra perfettamente con QT5

Dooble-006

Falkon

Noto prima come Qupzilla, usa il motore di chrome ed è la prima scelta per chi usa KDE ed in particolare OpenMandriva, visto che ha rimpiazzato Konqueror

falkon

Konqueror

Da KDE2 a KDE4 il pilastro dei sistemi basati sulle librerie QT, oggi mandato in pensione.

Konqueror-4.2

Otter

Usa anch’esso il motore di chrome ma cerca di riprodurre l’aspetto di Opera (fino alla versione 12, quella “classica” per capirsi)

otter

QTWeb

veloce e sicuro, è disponibile anche per MacOSX

QtWeb-small

QuteBrowser

A prevalenza testuale (ma mostra immagini e video) è alla richiesta di fondi per lo sviluppo, progetto interessante.

qutebrowser-002

Rekonq

Ha rimpiazzato konqueror in molte distribuzioni, è altamente configurabile e usa webkit, è stato sostituito da Falkon.

Rekonq

In ultimo due parole su quello che consiglio sempre come prima scelta (nonostante nel tempo molti abbiano tentato di rimpiazzarlo) e che è uno dei baluardi del software libero, firefox: personalizzabile, configurabile, alleggeribile ed appesantibile a piacere a seconda del vostro pc, ha a disposizione migliaia di addons, scripts, langpacks, temi e features. Può essere tutto quello che volete e si integra alla perfezione anche su KDE.

Si porta dietro qualche libreria, ma una volta installato è meglio degli attrezzi da scasso del miglior ladro: apre tutto quel che è in rete…  Provate tutto il resto e tenetevelo sul desktop come secondo navigatore, perchè firefox è il principale sistema di navigazione nel mondo…

Trisquel e WindowMaker

Come da titolo torno a parlare della distro usata nel pc di casa, Trisquel (uno dei pochi sistemi completamente liberi proposti e spinti dalla FSF) insieme con il window manager più leggero che conosca (e quello che uso quotidianamente) tra i tradizionali (o stacking wm).

Senzanome

WindowmMaker oltre ad essere uno dei più leggeri e semplici wm, è anche molto accattivante e con un po di pratica diventa davvero tutto quello che vogliamo, anche se originariamente è nato per riprodurre l’aspetto di NextStep. Fa parte di Gnustep e di gnustep-livecde wmaker-live.

Per riconfigurare wmaker basta fare doppio click sul pulsante in alto a destra

Wmaker-0.80.2

si aprirà il menu contestuale delle preferenze. il Tab o (“linguetta”) indicato è quello relativo all’ aspetto puro e semplice, dove modificare i colori, gli sfondi delle icone e il resto…Why-dont-you-use-Wmaker-for-better-desktop-performance-Windowmaker_colour_preferences

 

Elive

elive3.0

Tra le tante distribuzioni per desktop ce ne sono alcuni adatte anche ai vecchi pc, di queste qualcuna è anche gradevole all’aspetto, altre sono scattanti. Elive è veloce come un razzo, bella e accattivante con l’ultima versione di enlightenment che gestisce la scrivania ma è molto di più, sotto il motore c’è debian (nel caso di elive 3.0 c’è wheezy) completamente adattata e personalizzata con repositories propri e pacchetti ricompilati anche per il multimediale.

Se non avete mai provato  e19 o e22 non si può spiegare a voce, piu in basso vi allego il link di un filmato, ma non basta dovete provarla (almeno in live): schermi multipli gestiti automaticamente, cambio di sfondi a tempo, ombre, luci e la dock stile mac osx onnipresente.

e-5a182c468ecba4.62258835x800

Un po un mini macintosh molto più reattivo e adatto a macchine anche con solo 512mb di ram (come la mia in prova), fa funzionare office, firefox, chromium, vlc, gimp e tanto altro come se si stesse usando una macchina più recente…

Solitamente consiglio di provare, stavolta ve lo chiedo di persona, date una possibilità ad un sistema che vi cambierà il modo di vedere il vostro computer…

elive

video elive in azione

Ricordi

Qualche anno fa…

 

Senzanome

Ricordi di quando sembrava un successo stampare un calendario personalizzato… 🙂

Con questo tema potete riportare l’aspetto di windows95 (e 98) sul vostro pc in pochi passaggi, in elenco trovate i window managers supportati direttamente (ma ad esempio icewm ha già l’aspetto di win95, non gli serve un tema addizionale, mentre per fluxbox o openbox ne trovate su box-look).

Dalla pagina principale di chicago95 basta scaricare il file col tasto verde “clone or download” e inserire i vari oggetti nella vostra cartella home: in .themes ci mettete i files .gtk, in .fonts i caratteri, in .icons il tema delle icone e poi selezionate il tutto da lxappearance o lo definite a manina in .gtkrc2.0

Trinity Desktop (KDE3)

tde3

Per i nostalgici di qualche anno fa e dei desktop semplici degli anni 2002/2007 risorge come un’araba fenice dalle ceneri del buon Kde3 il non abbastanza noto Trinity Desktop , gestore leggero (il più leggero in circolazione, visto le minime richieste hardware: PIII 128ram e 6Gb HD, 1024×768 di risoluzione) e dal sapore nostalgico: per capirci era l’aspetto di slax 5 e 6, slackware 10, kubuntu fino all’8.04, debian fino alla 5 “Lenny”, ma anche Opensuse, Mandriva (fino alla 2008.1, se non ricordo male), knoppix fino alla 5…

tde-logo

Tutti siamo passati di li e ora poterlo rivedere sulla scrivania riporta indietro nel tempo… una sensazione che vale riprovare…

Per testare quanto detto esistono dei livecd (cosi non toccate l’HD) che funzionano benissimo, tutti testati da me a parte ALT Linux: i piu leggeri sono slax-trinity e Q4OS che però essendo molto essenzialisti, necessitano di manina pesante se volete usarli come sistema per il lavoro di ogni giorno, dalla loro però hanno un riconoscimento hardware superiore (base: debian+nonfree)… anche le schede wifi rtl8723be sono riconosciute al volo e si installano velocemente sull’ostile HP G4. Le versioni Ubuntu (fino alla 16.04) e PcLinux sono più complete, praticamente avete un sistema già pronto all’uso quotidiano, però sono più pesanti (si parla comunque di limitazioni quasi impercettibili per i pc moderni), diciamo che con 4GB di ram si sente poco la differenza ma le immagini iso da scaricare lievitano un po’.

Discorso a parte per la splendida ed ottima Exe-Gnu/Linux, derivata di Devuan veloce come un siluro e completa, ma che non ha per scelta i driver proprietari (le schede rtl ad esempio non vengono riconosciute).

Una volta installato il sistema di vostra scelta, sempre che non abbiate optato per l’installazione a manina dei pacchetti sulla vostra distribuzione del cuore, tramite i repositories dedicati, l’aspetto finale è più o meno questo:

Senzanome

Soddisfatti??? 🙂