Reactos

reactos_0

E’ un progetto che nasce dalla volontà di clonare un sistema chiuso (windows) in uno (free e open source) che lascia aperti i sorgenti e in cui tutti possano collaborare per la realizzazione dei nuovi spunti.

L’ultimo articolo del loro blog (29/07/2018) rende pubblica la notizia della possibilità di  boot da BTRFS (file system per sistemi Gnu/Linux), ulteriore apertura verso i sistemi del Pinguino.

winzip

L’OS vuole lasciare aperte le porte ai programmi e drivers di casa Redmond, in modo che si possano continuare ad usare i programmi a cui ci eravamo affezionati,  ma in un mondo libero senza restrizioni legali e copyrights da rispettare.

Vuole essere un’alternativa a costo zero per chi è rimasto legato a XP e intende ritrovare il look familiare.

Per info: Reactos

Per scaricamenti: live / install

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Schermata: Debian & Fluxbox

Vorrei mostrare oggi la schermata (fatta con Gimp) del desktop dell’ultimo arrivato, un notebook HP .

Per risparmiare memoria e processore ho installato le ultime versioni di fluxbox e di debian (stable) e per rendere il tutto un pochino più accattivante ho scelto un tema simil OSX con un tigrotto come mascotte

Da notare (vedi frecce rosse) il basso uso della cpu e della ram nonostante l’avvio di un browser leggero (vivaldi) e di Gimp

i punti salienti:

  1. debian come motore
  2. fluxbox come wm
  3. idesk per le icone sullo schermo (in realtà lo sfondo scuro sotto le icone non è una barra ma semplicemente una modifica fatta sull’immagine per sembrare uguale alla dock di OSX  🙂 )
  4. conky per l’orologio (in pvt posso inviare il mio conkyrc)
  5. i temi: icone ( osx-nostalgie ) fluxbox  ( mac4fluxbox ) gtk2 ( osx-leopard )

resto a disposizione per eventuali chiarimenti (basta un commento…)

Desktop Environment: Deepin

DeepinScreenshot20160308113649

Deepin è un sistema cinese basato su Debian che usa un ambiente proprio sviluppato a partire dalle librerie QT (quelle di KDE per intenderci) e quindi rimane tra i pochi non schiavi delle GTK (come invece Lxde, Xfce, Gnome…).

In origine si chiamava Hiwix Linux, poi Hiweed Linux, Deepin Linux e ora Deepin, sempre guidata dal motore Debian si appoggiava prima a Morphix e per un brevissimo tempo ai repo di  Ubuntu, ha creato e sviluppato un gestore della scrivania personalizzato (Deepin Desktop Environment o DDE) che richiede (consigliato almeno) 1GB di Ram. E’ più veloce e leggero di Gnome e più personalizzabile.

maxresdefault

La distro offre parecchio materiale: i programmi di default sono versioni riadattate per consumare poco ed integrarsi col desktop: tutti hanno il nome che inizia con Deepin (Deepin Store, Deepin Music Manager, Deepin Image Viewer..).

E’ possibile installare il DE su Debian, Ubuntu e derivate aggiungendo il repo:

add-apt-repository ppa:leaeasy/dde

e poi i meta-pacchetti  : apt install dde dde-file-manager

oppure scaricando la nuova versione di Deepin Linux per amd64

download

Questo invece è il link della comunità italiana di utenti

deepin italia

Desktop Envirment: Pantheon

elementary

E’ la scrivania di ElementaryOS, nasce come fork di Gnome da cui vuole ereditare semplicità e gradevolezza all’aspetto appare diviso in due pannelli: superiore (classico con menu: “wingpanel”) e inferiore (stile dockbar di osx : “plank“, fork di docky).

Usa applicazioni personalizzate a loro volta fork di programmi di Gnome: File, Midori o Epiphany, Geary Mail, Musica, Video, Photo Manager, Calcolatrice.

elementary1

 

Per avere Pantheon D.E. su Debian e derivate:

  1. installare le dipendenze fondamentali: apt-transpost-http software-properties-common wget
  2. scaricare il repo aggiuntivo: wget https://gandalfn.ovh/debian/pool/main/p/pantheon-debian-repos/pantheon-debian-repos_0.4-0+pantheon+stretch+loki1_all.deb
  3. installarlo: dpkg -i pantheon-debian-repos_0.4-0+pantheon+stretch+loki1_all.deb
  4. apt-get update
  5. apt-get install pantheon

Per avere Pantheon D.E. su Fedora e derivate:

  1. creare un nuovo repo ( mousepad /etc/yum.repos.d/pantheon.repo ) e copiare dentro:

name= repo creato da decathorpe
baseurl=https://copr-be.cloud.fedoraproject.org/results/decathorpe/elementary-stable/fedora-$releasever-$basearch/
type=rpm-md
skip_if_unavailable=True
gpgcheck=1
gpgkey=https://copr-be.cloud.fedoraproject.org/results/decathorpe/elementary-stable/pubkey.gpg
repo_gpgcheck=0
enabled=1
enabled_metadata=1

2. poi installarlo: dnf install -y pantheon-session pantheon-desktop

Desktop Environment (come crearsene uno e vivere felici)

intro-linux

Capita spesso di non avere bisogno di usare tutta la potenza del pc per ottenere un desktop abbellito e luccicante ma anzi di ricercare un’estrema fluidità e leggerezza per macchine meno potenti.

I D.E. moderni sono davvero completi e accattivanti, creano ambienti confortevoli e comodi anche per chi lavora e passa ore avanti allo schermo ma spesso (meglio sempre) ne va a discapito della velocità: i fronzoli appesantiscono la gestione del sistema.

Come guadagnare installando solo quel che ci serve? E’ possibile creare un proprio D.E. completo di tutto ma ultra-rapido? La risposta è chiaramente si!

In realtà “creare” è una parola grossa, soprattutto perchè di costruire da zero non ne abbiamo bisogno: ci sono già a disposizione tutti gli strumenti necessari, basta scegliere…

Quello che faremo è scrivere un file che indichi alla macchina cosa avviare al momento del login.

Partiamo dal presupposto che è appena stata eseguita una installazione della nostra distro preferita, minimale e senza troppi programmi (che ci sia il server grafico però ad ubuntu server ad esempio dobbiamo aggiungerlo).

Scegliamo poi (carta e penna, segnamo tutto per non fare errori) un (1) window manager, un (2) pannello, uno (3) strumento per impostare lo sfondo, un (4) file-manager, un (5) terminale (se non ci soddisfa il buon xterm) e un (6) programma di scrittura.

Ognuna di queste categorie ha un articolo già presente nel nostro sito, potete ricercarlo nella barra a sinistra per inidividuare le varie voci presenti e fare una cernita completa.

L’esempio che posso indicare è:

  1. openbox
  2. tint2
  3. nitrogen
  4. thunar
  5. rxvt
  6. medit

NB: in realtà (NdR) il pannello è necessario solo se già non presente (icewm o jwm ad esempio non ne han bisogno), il file manager può essere evitato del tutto se siam abili col terminale e veloci a scrivere o usato tramite strumenti ultra-leggeri (come mc o gentoo o un altro fm a due pannelli), del terminale possiamo accontentarci di xterm preinstallato in tutte le distro, e nano può farci accantonare l’idea del programma di scrittura.

Installate quindi le nostre scelte, passiamo a scrivere il file prova.sh

!/bin/bash

tint2 &

sleep 2s && nitrogen –restore &

openbox

salviamo in /home/nome-utente/prova.sh

scriviamo un secondo file in /usr/share/.xsession/prova.desktop

[ Desktop Entry]

Encoding=UTF-8

Name=prova

Exec=/home/nome-utente/prova.sh

Type=Application

Certo come primo approccio è sufficiente ma rimane molto scarno: col tempo andranno aggiunti un gestore delle connessioni di rete (wicd o network-manager), un programma per inserire le icone sulla scrivania (idesk o fbdesk se il file manager non le gestisce), dei pannelli aggiuntivi o delle dockbar (wbar, awn…) e un monitor di sistema tipo conky o gkrellm.

Ma è il nostro primo tentativo, non male no?

 

Xfce

openbsd49-xfce-100705292-large

Oggi parliamo dell’ambiente Xfce e soprattutto dei sistemi che gli hanno dedicato una distribuzione particolare, non tanto di quelli che lo ospitano nei repo ( ed è quindi facilmente installabile) perchè sarebbero la quasi totalità, ma di quelli che ne seguono  da vicino lo sviluppo con una live o una installabile ad hoc.

Intanto in cosa si differenzia Xfce dagli altri ambienti e perchè è da seguire da vicino? Per l’estrema leggerezza (al pari di Lxde e Mate) ma soprattutto perchè è completo ed ha uno sviluppo rapido e curato. Per la mancanza di bugs e la grande disponibilità dei curatori e degli appassionati che nelle mailing list e nei canali ufficiali danno spiegazioni e consigli.

4-10-2

Perchè è uno dei primi desktop usciti (dietro solo a Gnome e Kde) e nonostante questo non invecchia di un gorno.

Provatelo…

La prima distinzione da fare per parlare dei sistemi che lo usano è tra quello che potete trovare facilmente in rete perchè aggiornato e quelli meno semplicemente scovabili perchè non più curati e lasciati nel dimenticatoio.

Non sempre è meglio avere un sistema super moderno, soprattutto su macchine vecchissime, perchè anche se aggiornato vuol dire sicuro e stabile mentre non aggiornato significa meno controllato e quindi oggetto possibile di attacchi e bugs, tuttavia ci sono sistemi operativi di qualche anno fa che tuttora sono davvero l’eccellenza.

Se dovessi stilare una personale classifica metterei ai primi posti (tutti a pari merito):

  1. xubuntu, linux mint, fedora, salix, debian live (soprattutto la versione con codecs installati), sabayon, mx linux.
  2. un pelino sotto ma solo per comodità mia (se posso scelgo sempre il sistema sorgente e non la derivata) quello che da sopra ha scelto di staccarsi e continuare una strada personalizzata: siduction, calculate linux, solidx, vectorlinux, zenwalk, dragora, swift linux, manjaro, opensuse, kali linux, linux lite, sparky linux.
  3. al terzo gradino del podio i sistemi meno aggiornati ma tuttora validi (che mi sento di consigliare): aptosid, dynebolic, samity linux, wolvix.

4-4-1

Come si può notare a parte qualche piccola incursione (sistemi a base slackware e base gentoo) il grosso dei premi se lo accaparrano debian e ubuntu-based.

D’altronde come su Distrowatch dove la classifica è guidata da manjaro ma nelle prime dieci posizioni (da sempre) ci sono 7 o 8 derivate di debian e anche se ubuntu da un pezzo non raggiunge la vetta in realtà occupa 4 o 5 dei primi 15 posti con derivate ufficiali (come se manjaro dovesse entrare in competizione con manjaro xfce e manjaro kde e dividersi le preferenze).

Ritorno in topic curando non tanto i primi due gruppi, cioè quello che potete scovare in siti ufficiali e aggiornatissimi, ma la nicchia, quello che va cercato per apprezzarlo.

dynebolic-small

In particolare mi dilungo su dynebolic (in parte perchè era un progetto italiano) un livecd  da tenere tuttora sottomano su una vecchia pennina o un cd vuoto, per l’ampia dotazione di materiale multimediale. Da preferire secondo me la versione 2.5 alla 3beta per la stabilità e il peso dell’immagine iso (700mb contro 1,7gb) cosi da poter recuperare una eventuale pennina da 1gb (dove ormai non possiamo trasportare neanche un film).

qua potete trovare le due immagini iso: downlad

 

wolvix

l’altro progetto che spingo è wolvix

una derivata di slackware con ambiente xfce, leggera e stabile, veloce  e ricca di accessori, in pratica un coltellino svizzero dalla lama arruginata (visto l’abbandono dello sviluppo, ahimè) che tuttora andrebbe tenuto tra gli utensili a disposizione

Da scegliere la versione completa e non quella alleggerita (cub o cucciolo) perchè troppo scarna. Ne avevo già parlato (link), e rimane uno dei miei sogni nel cassetto…

qua il link per il download

Windows 7 Desktop su Linux

desktop

Se siete amanti di Windows 7 e volete riprodurre (piuttosto) fedelmente l’aspetto del sistema di casa Microsoft c’è chi ha pensato a voi: dalle stessi menti che hanno partorito Ubuntu Kylin (la versione cinese del sistema libero) nasce U.K.U.Y. Ubuntu Kylin User Interface.

In pratica è un clone (del già fork di Gnome 2.30) di Mate Desktop, ridisegnato nei temi per assomigliare allo stile di Win7, il maggior lavoro è stato fatto nel menu che vuole avvicinarsi a quello Microsoft il più possibile.

imageproxy.php

Anche il file-manager Peony (clone di Caja) vuole imitare il look di casa Redmond

feature_li2

per installarlo si può scaricare i pacchetti da compilare dal sito GitHub, oppure inserire il repo per debian o ubuntu: https://launchpad.net/~ubuntukylin-members/+archive/ubuntu/ukui con il comando sudo add-apt-repository ppa:ubuntukylin-members/ukui

Altra alternativa è scaricare il sistema in cinese e poi tradurlo in italiano: ubuntu kylin

fonte e sito originale dove scaricare: UKUI